La deplorevole latitanza della Millennium Falcon

Le considerazioni farneticanti di un osservatore incallito VS il marketing di un colosso italiano.

Imprescindibile premessa: tutto ciò che segue queste righe è pura costruzione intellettuale, libera da qualsiasi teoria tecnica. Le frasi e le parole formulano pensieri che sono scevri da conoscenze tematiche. L’idea di fondo nasce dall’osservazione, e non dalla conoscenza delle teorie riguardanti la comunicazione, la pubblicità, il marketing, il commercio e la vendita.

Lasciamo ai provetti professionisti il compito di dipanare le logiche del marketing e di costruire o demolire le teorie commerciali; ciò che segue è intrattenimento.

Cinema e supermercati

Il pubblico del cinema e il popolo dei supermercati sono gruppi molto folti nell’odierna società. Spesso i due insiemi si avvicinano, divenendo in alcuni istanti in parte sovrapposti. Il mondo del cinema, a proprio modo, diventa una succursale del market, proponendo vendite di prodotti che oltrepassano la semplice visione di un film.

Arriveremo alla cena al cinema, una sorta di fusione del leggendario drive-in con la formula all-you-can-eat…

L’occasione di notare qualcosa di interessante è quando la sovrapposizione avviene con logica opposta, e cioè quando è il supermercato a vendere il cinema. Non si tratta del mero commercio di supporti disponibili, dvd e simili, ma del veicolare le voglie dei clienti anche nelle multisale, nipoti dei vetusti cinematografi.

Così si assiste alla promozione commerciale del merchandise legato alla cinematografica novità nel contesto dell’approvvigionamento. Per ricordare ai consumatori che, dopo la spesa, si può andare al cinema.

Il ritorno di Chube

Si assiste ad un ritorno al passato nel mondo del cinema, tra sequel, prequel, remake e refake. Scarsità di trame, povertà di idee, poca abnegazione alla fantasia. Tra i grandi ritorni vi è stato l’indubbio successo della saga Star Wars, autentica miniera di idee, fantasia e tecnica.

La trilogia lasciò un segno ben visibile nell’uso degli effetti speciali, che a distanza di oltre 4 decenni conservano una stupefacente naturalezza. Ricordo con particolare chiarezza i gadget legati alla saga primordiale, ed il gioco da tavola Guerre Stellari. Non feci in tempo a giocarvi, ma riuscii ad apprezzare con mano il cartone levigato che costituiva le pedine dei giocatori, con i quali i miei zii si sfidavano in epiche e comode partite.

Quelle stesse pedine, raffiguranti Han, Luke, Obi One Kenobi e Chewbacca, oggi sostituite da pedine più tozze e più definite. I tondeggianti Rollinz in omaggio con la spesa da Esselunga.

Le cassiere di Esselunga

Esselunga è una catena di supermercati nata negli anni 50 con lo zampino del celebre magnate Rockfeller. Ad oggi è presente in maniera massiccia nel nord Italia, ed ha avuto nel patron Bernardo Caprotti un leader avvolto da un’aura di leggenda.

La catena operante nella gdo si è sempre distinta per la collaborazione di professionisti e marchi noti nella veicolazione del messaggio pubblicitario, dalla grafica al marketing. Personalmente mi reputo passivamente un fidelizzato cliente, nonostante non approvi le recenti politiche commerciali, che non mi hanno comuqneu fatto desistere dal frequentare i loro ampi locali.

In concomitanza con l’uscita della terza trilogia di Star Wars nelle sale italiane, la catena Esselunga ha avviato una raccolta basata sulla collezione dei personaggi della saga interplanetaria. I personaggi vengono gentilmente regalati appena dopo avere pagato la spesa, in relazione all’esborso economico subito e cioè in base a quanto si spenda (in realtà esiste anche un altro fattore basato sui punti acquisiti, che necessitano di un approfondimento che non attueremo).

I preziosi e ambiti Rollinz, questa la nomenclatura dei personaggi, vengono quindi tecnicamente ceduti dalla mani delle efficienti cassiere Esselunga, le quali deliziano la brama degli avventori più giovani, i quali fremono per la voglia di incasellare i loro ninnoli…ma dove?

La sontuosa Millenium Falcon

Nella saga primordiale il Millenium Falcon era la vetusta e poco affidabile nave spaziale pilotata dal burbero Han Solo e dall’indecifrabile Chewbacca, il cane-orso-uomo dal verso più imitato nel mondo del cinema.

All’interno dei supermercati Esselunga la Millenium Falcon (il cambio di genere e di articolo determinativo è fortememente voluto) è invece l’efficente contenitore degli amati rollinz, ed è l’unico pezzo in vendita della serie.

Il costo esiguo (poco meno o poco più di 2 euro) ne fa un articolo molto richiesto, a fronte di un plotone di Rollinz sguscianti che compaiono in ogni angolo di abitazioni e automobili, se non debitamente risposti in un idoneo contenitore, la Millenium Falcon per l’appunto.

Un successo inaspettato

Nel periodo che precede le feste natalizie i Rollinz elargiti dalle mani delle gentili impiegate dai camici blu sono milioni. Un eguale numero di esseri di plastica, dalla base tonda e barcollante, invadono le case di molti italiani, soprattutto al nord della penisola. La soluzione? Addomesticarli nelle Millenium Falcon.

Inizia così un approvvigionamento delle repliche della nota vettura interstellare, che contribuisce ad un primo esaurimento delle scorte. Questo provoca i malumori dei detentori dei Rollinz, spesso in età scolare o pre scolare, rimasti senza navicelle a propulsori galattici.

Sembra che i vertici del marketing abbiano sottostimato la corrispondenza tra numero di personaggi e numero di navicelle.

Dove sono finite le navi?

Come è possibile che l’unico articolo in vendita non sia più disponibile? Sarebbe un grave errore…dotarsi di miliardi di pezzi da regalare e privarsi degli unici complementi che possano generare guadagno.

Le stesse mani che dispensano Rollinz a profusione si trovano anche ad aprirsi, completando l’espressione di inequivocabile incertezza, quando si trovano di fronte alla consueta ed incessante domanda: “quando arrivano le navicelle?”.

Dapprima si riscontrano molte divergenze nelle risposte, spesso generate da considerazioni e pensieri univoci e personali. Di seguito le cassiere, dalle mani sempre molto generose, sembrano trovare una medesima risposta, a prescindere del punto vendita e dalla reale quantità di navicelle in arrivo.

“Probabilmente domani arriveranno” è la risposta media più frequente, al netto di possibili vocaboli in aggiunta, sinonimi compresi. Ma il domani, almeno per chi rimane in attesa della propria astronave galattica, sembra non arrivare mai.

Una ipotesi estrema

Riassumendo con buona approssimazione possiamo giungere ad un sunto schematico:

  • milioni di gadget forniti gratuitamente
  • porta gadget in commercio ad un prezzo molto basso, quasi esiguo nel totale di una spesa media
  • richiesta molto alta di porta gadget
  • carenza di articoli in vendita data la grande domanda

Quale fenomeno si verifica a seguito di questi dati?

Che con cadenza quotidiana molti avventori si rechino nei punti vendita alla ricerca delle Millenium Falcon le quali, per parole delle cassiere in blu, dovrebbero arrivare “giusto domani”.

I container delle navicelle, essendo queste dei prodotti in vendita, si trovano oltre al varco posto all’accesso della zona vendita, appena prima del colorato reparto frutta&verdura, in prossimità della casse.

Gli erranti clienti del noto supermarket si trovano quindi a percorrere il tratto iniziale del tragitto d’acquisto solo con l’intento di verificare la presenza, o meno, delle sospirate navicelle.

Ed una volta all’interno delle immacolate mura di vendita, se non dovessero trovare il veicolo interstellare dei propri desideri, chi crede possano uscire dal negozio a mani vuote?

La catena della vendita pare essere la seguente:

  1. vieni a fare la spesa e ti concedo un omaggio che piace molto alla categoria di esseri umani che detiene il più alto grado di insistenza;
  2. metto in vendita un accessorio che attribuisce un valore ancora più alto all’omaggio di cui già si è in possesso;
  3. provoco carenza, e quindi desiderio (anche in maniera indiretta, per mezzo della categoria umana che probabilmente desidera maggiormente );
  4. intervengo nella comunicazione facendo in modo che il compratore visiti quasi giornalmente il punto vendita;
  5. punto sul fatto che il compratore, in assenza (ma anche in presenza) dell’oggetto desiderato, acquisti altri prodotti, essendo già all’interno del supermercato

Tale trama sarebbe degna per un ulteriore episodio della saga interstellare, anche se troppo condito con malizia e sospetti. Non si risentano i successori del leggendario Caprotti: qui si ironizza sopra supposizioni improbabili ma divertenti.

Per onore del vero è necessario ribadire due aspetti: la supposizione tratta un tema molto vicino alla cinematografia, terreno che si presta molto bene ad esser calpestato da idee fantasiose. Medesimo è l’approccio costruttivo di questo articolo.

Il secondo aspetto è molto meno pertinente e interessante, ma è giusto dare un riferimento al punto di osservazione: chi scrive è un inguaribile frequentatore dei lastricati corridoi di numerose Esselunga.

E se queste scuse non servano a placare il risentimento dei vertici Esselunga, che l’urlo sgraziato e divertente del grande e coraggioso Chube ci accompagni per sempre durante le visite al nostro supermercato!

 

 

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2018-04-15T14:59:28+00:00